…..Come si fa a non amare una donna che sa ridere degli altri e di se stessa?!?
Quante stronzate che mi hanno dato a bere per tutti questi (troppi) anni, oltre a vari cocktail e birrini: è una stronzata che per sentirsi bene e avere una vita -molto più che- dignitosa bisogna esser granfighi (nei più vari sensi possibili, non solo e neanche tanto quello estetico). Ed è una stronzata che per sentirsi bene bisogna soffrire. Al presente. Forse è necessario solo aver sofferto, un bel po’.
xxx Betty

Ah quanto mi piace pulire la verdura…spelare carote, incidere a croce cavoli e cavolfiori e cavoletti, spuntare fagiolini, sfogliare carciofi, mozzarmi le dita sbucciando la zucca napoletana mettere a fermentare il Kim Chi…fare i funerali alle moschine nell’insalata…che gioia. Stamattina è un tripudio di ortolanerìa. Eh lo so sono strana. E felice.

E’ un po’ che medito sullo scrivere o sul non scrivere un nuovo post su quello che mi succede…ma poi mi passa sempre la voglia, ecco tutto. Sto benone, facendo un sacco di cose (beata vaghezza quando ci si può permettere di non esser precisi, cosa assolutamente necessaria e sottile invece per descrivere il dolore), troppo bene per scrivere su un blog, in fondo :D

Niente di meglio che grattarsi le croste dei ginocchi la notte di S.Silvesto. Occhi sbarrati tra un trip da inalazione di cottura di cotechino vegan e spaparanzarsi sul divano con il pigiamone morbidone, una bella scorta di boccette di gammaidrossibutirrico, il libro dell’entourage di Warhol, un dvd dei mitici (troppo dimenticati?!) Ducktales (questo), la pelle lessata dall’acqua di un bagno lungo tre ore (ricorda:infilare la testa sotto’acqua durante il culmine degli insopportabili botti) per rilassarmi dalla stanchezza (positiva di aver distribuito cibo alla Caritas tutto il giorno) e rigorosamente, finalmente, felicemente SOLA. E voi??
Buon anno nuovo a tutti di cuore!

E’ finita che ho ricevuto il pigiama rosso dei settenani.

Voi non vi potete immaginare chi ha risposto a una mia email. O meglio, immaginatevelo dettagliatamente, visto che ve lo dirò chiaro e tondo e orgogliosamente spudorato: Mi ha scritto Holly Woodlawn, esatto, Lei. Lui. Chiamatela come vi pare, una Superstar è ben oltre queste etichette da quattro soldi. Se non avete letto le sue memorie non soltanto non avete mai capito nulla di New York, ma solo attraversando i suoi bassifondi, i suoi estremi, i paradossi e la parodia più vera del vero, si può capire -per non dire ridere di- una vita intera. E mai come adesso siamo messi di fronte ai tuguri della vita, e della società, e resi diffidenti gli uni con gli altri, ora che siamo ricoperti e bombardati di glitter e pailettes svavillanti, non solo perché è natale, ma per l’unica esistenza che ci spingono a vivere, quella forzatamente esteriore, tappezzata di lustrini, donne a immagine e somiglianza del sogno erotico-da-uomo-politico, bonari sentimenti sì audaci e puttanieri finché si spingono a una puttaneria maschilista da cinepanettone, quelli che si definiscono ormai innocui (ma forse i più subdoli, perché culturalmente radicati e assimilati ci hanno resi/e assuefatti), inutile negarlo, ma scedendo pochi scalini, o uscendo dai viali, o magari proprio accanto a casa tua, succedono cose. Ecco, questi li chiamiamo scandali, trasgressioni, spesso ci fanno una gran paura, vero? Certo che sì, fanno paura anche a chi ne è artefice o complice! Sono, siamo, gli stessi protagonisti del lato oscuro della città, della notte, dell’anima, che più si sentono derelitti essi stessi. Ma guardandolo da dentro, da attori e fautori o puri voyer dentro fino al collo, quindi forse anche incredibilmente più da lontano che chi se ne sente vittima ipotetica, non è tutto più buffo, tenero, e tremendamente perdonabile? Io amo Holly, chiunque Lei sia. E per me una persona vale secondo il suo quoziente di “amabilità”.

Da Natale alla Befana annaspo nella psichedelìa da trigliceridi. E non toglietemi più quei cazzo di canditi dal panettone, perdio!